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IL MUSEO ARCHEOLOGICO DEL
FINALE
DAL 8 AL 10 GIUGNO 2009
OSPITERA' IL CONVEGNO-WORKSHOP
“5.000-4.300 a.C.
Il pieno sviluppo del Neolitico in Italia”
prima circolare/call for papers
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Il
Museo Archeologico del Finale dal 20 luglio al 17 agosto
2008 ospita

Pier Paolo Strona
si è dedicato con continuità alla fotografia fin
dall'adolescenza. La macchina fotografica è per lui un mezzo
per osservare la realtà - natura, paesaggi, ambienti,
attività umane - uno strumento di esplorazione, di ricerca e
di comunicazione. Questo atteggiamento è coerente con lo
spirito con cui Pier Paolo Strona coltiva le altre sue
attività principali: laureato in ingegneria civile al
Politecnico di Torino, si dedica alla ricerca nel campo dei
modelli numerici per l'analisi strutturale; diplomato in
pianoforte all'Accademia Filarmonica di Bologna, si dedica
all'attività concertistica e a studi musicologici con
analogo spirito esplorativo. Sono attività queste
strettamente collegate tra loro, se si pensa ai fondamenti
matematici della musica e a quelli geometrici della
fotografia. Appassionato di alpinismo e di vela, trova in
queste attività contatto con la natura, stimoli e occasioni
per realizzare le sue immagini. Privilegiare il momento
dello scatto, guardarsi intorno, vedere nella propria mente
l'immagine e tentare di realizzarla scegliendo il momento e
la posizione con la luce più adatta diventa scontato e
naturale, sia utilizzando la pellicola diapositiva, sia la
fotocamera digitale.
Website
http://pierpaolo-strona.arty.it
GIOCANDO CON IL VETRO
Il vetro
ha la proprietà di riflettere e lasciar passare la luce,
rendendo così possibile la sovrapposizione di due immagini,
quella riflessa, alle proprie spalle, e quella reale, al di
là del vetro stesso: diventa così possibile guardarsi
attorno con occhi nuovi, fissando le due immagini con un
solo scatto. Le luci, le forme e i colori che compongono le
immagini presentate rappresentano dunque visioni reali che
sono sotto gli occhi di tutti e possono essere osservate ed
apprezzate da chiunque si trovi a passeggiare per le vie di
una città. Anche se potrebbero apparire a prima vista frutto
di fantasia e di elaborazioni complesse, queste composizioni
a tratti surreali e oniriche, quasi giochi astratti di forme
e di colori, sono invece semplici momenti di realtà colti
con l’obiettivo della macchina fotografica, scatti unici
realizzati osservando, magari con un pizzico di ironia, il
paesaggio urbano intorno a sé. Guardandole viene da pensare
che forse la realtà può essere più fantasiosa ed
imprevedibile di qualsiasi fantasia. Queste immagini
vogliono essere anche un invito a passeggiare lungo le vie
di una città con un occhio nuovo, più curioso e pronto a
cogliere quelle visioni che ci stanno intorno, magari
soltanto per qualche breve attimo, e che, come tutte le cose
belle ed insolite, possono aprire una parentesi di
apprezzamento estetico e di riflessione costruttiva nel
nostro animo, rompendo un poco il nostro tran-tran
quotidiano. Se la Fotografia può essere considerata una
forma d’arte e i fotografi artisti, ebbene, tutti coloro che
osservano queste fotografie potranno anche essere in qualche
misura partecipi di un processo creativo, osservandole con
la propria mente, dandone una loro ”interpretazione”,
cogliendo aspetti presenti in esse, ma forse diversi da
quelli che aveva visto lo stesso fotografo quando le
scattava. Possiamo fare un’analogia con la Musica: il
compositore scrive un pezzo di musica seguendo il suo estro
creativo e sviluppando una sua idea. Una volta sulla carta,
però, quella musica si presta ad infinite interpretazioni da
parte dei diversi esecutori, nei momenti storici successivi,
con nuovi strumenti musicali inesistenti allora,
interpretazioni che il compositore non aveva o non avrebbe
mai potuto
immaginare, e che tuttavia erano presenti, nascoste, nella
pagina che aveva scritto, esistevano potenzialmente in essa
fin dall’inizio. Così anche queste fotografie si prestano a
tante diverse interpretazioni, proprio perché non vogliono
essere una copia il più possibile fedele di quella che
normalmente e distrattamente tutti noi consideriamo la
realtà oggettiva, ma al contrario ne vogliono cogliere e
rappresentare la natura fantastica, eppure reale, che molto
spesso ci dimentichiamo di guardare.
GIOCANDO CON L’ACQUA
Un altro modo di
guardarsi intorno e scoprire la bellezza che ci circonda è
quello di osservare la realtà riflessa nell’acqua,
rendendoci conto che essa ci appare più viva di quella che
riteniamo vera, il "Mito della Caverna" di Platone che si
materializza davanti ai nostri occhi. Le pozzanghere, ad
esempio, sono soggetti molto complessi, in quanto, al di là
del riflesso vero e proprio, esistono anche altri elementi:
il fondo del terreno che appare in trasparenza, varie cose
che possono galleggiare sul pelo dell’acqua, la forma della
pozzanghera e il suo interagire con le zone asciutte
circostanti, con la creazione di spazi a volte
molteplicemente connessi. Luce, geometria, riflesso e
trasparenza sono quindi presenti nell’occhio e nella mente
di chi le osserva e tenta di fissarne le immagini.
VISIONI ALLARGATE
A volte,
volendo comunicare la bellezza di quello che ci circonda, si
sente la necessità di disporre di inquadrature diverse da
quelle standard che ci offre la macchina fotografica: ecco
allora la possibilità, che oggi il computer ci dà, di
fondere insieme in un unica imagine decine e decine di
scatti, con la libertà assoluta di definire i contorni della
nostra visione così come desideriamo. |
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